<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919</id><updated>2011-08-01T16:41:38.778-07:00</updated><category term='anna karènina'/><category term='Vita'/><category term='recensione'/><category term='John Grisham'/><category term='educazione sentimentale flaubert realismo francia parigi 1848 rivoluzione rivolte europa cambiamento colpo di stato'/><category term='baudelaire poesia donna visione luna Spleen Parigi'/><category term='Opere'/><category term='leggere lettura tempi filosofia scelta istinto dibattito'/><category term='Ken Follet'/><category term='tolstoij'/><category term='Giovanni Boldini arte impressionismo'/><category term='Fact Or Fiction Vincenzo Scrutinio Alessandra Marra'/><category term='Racconti'/><category term='Libri'/><category term='mostra'/><category term='Libro'/><category term='Il Broker'/><category term='Thriller'/><category term='scapigliatura'/><category term='Futurismi Vecchi e Nuovi Tommaso Giommoni Arte e Cultura'/><category term='Edgar Allan Poe'/><category term='Pilastri della Terra'/><category term='milano'/><category term='Questo non è un Caffè Tommaso Giommoni'/><title type='text'>Arte e Cultura</title><subtitle type='html'>Coordinatore: Tommaso Giommoni</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00164503536381297060</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>12</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-6205174674538377158</id><published>2010-03-31T14:54:00.000-07:00</published><updated>2010-03-31T15:14:54.875-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Edgar Allan Poe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>I “Racconti” di Edgar Allan Poe – Il mondo problematico di un genio</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gianpaolo Repici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S7PG7sKfM7I/AAAAAAAAACk/HZHHfMA4lKw/s1600/Edgar_Allan_Poe_by_Vallotton.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 279px; height: 186px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S7PG7sKfM7I/AAAAAAAAACk/HZHHfMA4lKw/s320/Edgar_Allan_Poe_by_Vallotton.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454922302445532082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Edgar Allan Poe ha avuto una vita piuttosto breve, ma ha scritto davvero molto. La stragrande maggioranza delle sue opere, tuttavia, è perduta nei giornali del tempo: era un giornalista, talmente bravo che, nel periodo in cui scrisse per il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gentleman’s Magazine&lt;/span&gt; (poi ribattezzato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Graham’s Magazine&lt;/span&gt;), ne fece schizzare vertiginosamente la tiratura da cinquecento copie iniziali a quarantamila.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basti questo per definire lo spiccato talento di questo giovane bostoniano in campo giornalistico. Si affermò come critico, scrittore e polemista implacabile. Cercò ambiziosamente il successo, e dopo un po’ l’ottenne; ma la sua vita privata fu scossa e tormentata da drammi e instabilità di ogni tipo. La morte di entrambi i genitori, il difficile rapporto col tutore John Allan, le difficoltà economiche, la mente eccezionalmente sensibile e fragile, la malattia incurabile della giovane moglie, sua cugina Virginia; tutto questo lo portò all’uso sistematico di droghe e alcol, fino alla morte per delirium tremens, avvenuta a quarant’anni in circostanze piuttosto misteriose e mai ben chiarite.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S7PHVt_Qn2I/AAAAAAAAACs/o7OlKFbQFNQ/s1600/52824-12med.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 184px; height: 255px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S7PHVt_Qn2I/AAAAAAAAACs/o7OlKFbQFNQ/s320/52824-12med.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454922749611908962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Poe fu così un poeta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;maudit &lt;/span&gt;ante litteram, che suscitò, col suo stile di vita dissennato e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bohèmien&lt;/span&gt;, l’ammirazione di coloro che più di consueto vengono definiti poeti maledetti, Baudelaire per primo. Quest’ultimo, in particolare, lavorò per più di dieci anni sui testi originali del Poe, traducendoli in francese e commentandoli. È a lui, a tutti gli effetti, che si deve l’ingresso di Edgar Allan Poe nella cultura europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’analisi psicologica dell’autore ha spesso portato a ravvisare in tutto ciò che ha scritto gli effetti visionari del laudano e dell’alcol. Negli ultimi anni, però, la critica ha cercato di staccarsi da questi clichés, ritrovando negli scritti del Poe l’originalità di un autore di talento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opera di Poe, fatti salvi gli articoli di giornale, si articola su due filoni principali, potremmo dire tre: quello poetico, in cui tuttavia non brillò quanto avrebbe desiderato, quello romanzesco con l’unico caso di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Storia di Arthur Gordon Pym&lt;/span&gt; e quello dei racconti, che lo consegnarono alla storia, facendone uno dei pilastri della letteratura d’oltreoceano. A questi tre filoni si aggiunge una serie di trattati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gabriele Baldini individua due principali aspetti nel modo di scrivere di Poe: un primo aspetto è quello puramente speculativo, un altro è quello del dramma poesco, di cui fa parte la maggior parte dei racconti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S7PHfKX3o4I/AAAAAAAAAC0/4uQUrrTXUpw/s1600/Racconti+vol+1_Poe_fronte.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 184px; height: 285px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S7PHfKX3o4I/AAAAAAAAAC0/4uQUrrTXUpw/s320/Racconti+vol+1_Poe_fronte.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454922911850144642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con il filone speculativo Poe si scopre precursore del genere poliziesco, prima di Simenon, Chesterton, Conan Doyle. I &lt;span style="font-style: italic;"&gt;delitti della rue Morgue&lt;/span&gt;, Il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mistero di Marie Rogêt&lt;/span&gt; e, soprattutto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La lettera rubata&lt;/span&gt;, rappresentano dei capolavori induttivi e dal forte impatto teatrale. Personalmente, trovo pazzesco il caso de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mistero di Marie Rogêt&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autore era rimasto colpito da un episodio di cronaca nera che aveva scandalizzato il Paese. Interessatosi alle indagini “a distanza” (si trovava infatti in tutt’altra parte degli Stati Uniti), lesse tutti i giornali, selezionandone le notizie e ritagliandone trafiletti, senza trascurare di prestare attenzione anche agli episodi di contorno, agli altri eventi contemporanei. Scrisse quindi un racconto speculativo, in cui, seguendo il solo filo logico e gli indizi messi insieme, svelò di fatto la dinamica di quanto accaduto. Le sue ipotesi si rivelarono quasi completamente corrispondenti al vero, tanto che due testimoni, a distanza di tempo, confermarono per filo e per segno quanto da lui congetturato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direi che questi racconti, quelli “polizieschi” intendo, sono una bella lettura: avvincenti, di lunghezza non troppo contenuta, sono lontani dall’inquietudine di un altro filone dei racconti del Poe, cioè quelli che costituiscono la raccolta “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Racconti del terrore&lt;/span&gt;”. Gli scritti di quest’ultimo, nutrito gruppo, sono generalmente più brevi, e intrisi di un’atmosfera macabra, noir, psicologicamente devastata. Il lettore non può affrontarli in maniera rilassata, e leggerli tutti uno dopo l’altro può risultare perfino greve e opprimente. Al contempo, però, essi raggiungono vette davvero uniche: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il cuore rivelatore&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il pozzo e il pendolo&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’uomo della folla&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;William Wilson&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ligeia &lt;/span&gt;ne sono solo alcuni esempi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quelli di Poe non sono personaggi, sono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;figure &lt;/span&gt;che emanano dalla necessità dell’autore di mettere in scena un certo dramma, il dramma della vita portato all’esasperazione. Manca del tutto la loro analisi psicologica. Essi si muovono su un palco straordinario, concreto come pochi: l’ambiente di contorno è il protagonista, le figure sono solo incarnazioni contingenti di ciò che l’autore vuole comunicare. Presi di per sè, quei personaggi sono totalmente incoerenti, non potrebbero mai avere vita propria a prescindere dalle particolari condizioni in cui li cala il Poe. Numerose le figure di donna debole e malata, destinata a morire per poi tornare in qualche modo sovrannaturale a turbare la vita del narratore (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Morella, Ligeia, Berenice, Il crollo della casa Usher, Eleonora&lt;/span&gt;). Numerose, altresì, le azioni compiute senza un’apparente ragione da parte di quest’ultimo: « E’ impossibile stabilire in che modo quell’idea m’attraversò il cervello la prima volta. Io so solo che, una volta concepita, essa mi ossessionò giorno e notte. […] Immagino che fosse il suo occhio! Sì, era quello senz’altro! […] E a poco a poco, lentamente, io m’ebbi fitto in capo quel pensiero di togliergli la vita e di sbarazzarmi così, per sempre, di quel suo terribile occhio.» (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il cuore rivelatore&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragione vera di azioni come quella cui si fa riferimento va forse cercata in certe profondità dell’animo del tutto insondabili, e soltanto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;raffigurabili &lt;/span&gt;per mezzo del dramma che il Poe mette in scena; intuibili, per così dire, dal lettore, ma mai chiaramente esplicitate.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S7PJToGrtJI/AAAAAAAAADE/Sl2AOCXv_Zg/s1600/875236.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 222px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S7PJToGrtJI/AAAAAAAAADE/Sl2AOCXv_Zg/s320/875236.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454924912695948434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una scrittura, quella di Edgar Allan Poe, da cui traspaiono una profonda cultura e una mente poliedrica. Per i nostri standard, in quanto ottocentesca, potrebbe apparire a taluni un po’ forzata, ampollosa se vogliamo, arzigogolata in certi punti. Negative, a mio avviso, le citazioni non tradotte da lingue straniere; il lettore non è tenuto a conoscere il greco e il tedesco per poter comprendere il senso di un racconto. D’altro canto ciò che si guadagna è una ricchezza lessicale che spinge addirittura a cercare il significato di alcune parole sul dizionario (segno, secondo me, assai positivo in un libro); un plauso va quindi a chi si è occupato di tradurre il testo originale (nell’edizione in mio possesso, Gabriele Baldini e Luciana Pozzi).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ bello scoprire che l’italiano possiede un’infinità di gole e anfratti inesplorati dai più. La nostra lingua è in grado di comunicare molte sfumature che di norma si preferisce nascondere, saturando i colori pur di raggiungere una semplicità forse eccessiva. Ciò che lascia un tantino sconcertati è che, per avventurarsi in questi anfratti, il lettore debba cercare nella letteratura di due secoli fa, anziché in quella contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-6205174674538377158?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/6205174674538377158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2010/03/i-racconti-di-edgar-allan-poe-il-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/6205174674538377158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/6205174674538377158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2010/03/i-racconti-di-edgar-allan-poe-il-mondo.html' title='I “Racconti” di Edgar Allan Poe – Il mondo problematico di un genio'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00164503536381297060</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S7PG7sKfM7I/AAAAAAAAACk/HZHHfMA4lKw/s72-c/Edgar_Allan_Poe_by_Vallotton.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-5503399356579351224</id><published>2010-03-03T17:23:00.000-08:00</published><updated>2010-03-03T17:28:24.084-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='John Grisham'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il Broker'/><title type='text'>Il Broker: John Grisham e il thriller “italiano”</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gianpaolo Repici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S48MY0_ZTAI/AAAAAAAAACE/hDkSBMlW9Gw/s1600-h/7616_JDNJELQIHBUITZ.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 228px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S48MY0_ZTAI/AAAAAAAAACE/hDkSBMlW9Gw/s320/7616_JDNJELQIHBUITZ.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444584095195155458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;Quando ci si propone di effettuare una rapida analisi di uno dei libri di narrativa “leggera” più noti degli anni Duemila, scritto per giunta da uno degli autori più noti degli ultimi decenni, che la rivista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Publishers Weekly&lt;/span&gt; ha dichiarato “lo scrittore maggiormente venduto degli anni Novanta”, credo che la prima domanda cui occorre rispondere sia: “Il successo del libro/autore è davvero meritato?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho letto “Il Broker” di John Grisham senza che conoscessi alcun’altra opera dell’autore; sapevo che i suoi libri vengono classificati come “gialli giudiziari”, e poco altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Broker&lt;/span&gt; non è certo un giallo giudiziario; credo sia più propriamente un thriller, ma a mio avviso esula dalla connotazione classica di questo genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trama, detta per sommi capi, è questa: un potentissimo avvocato lobbista di Washington viene condannato a vent’anni di carcere per motivi di spionaggio. Dopo soli sei anni gli è concessa la grazia presidenziale, esce di prigione e viene condotto in Italia, dove assume una nuova identità e cerca di rifarsi una vita, mentre vecchi nemici si mettono sulle sue tracce per fargliela pagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dirò altro per non prevaricare la curiosità dei lettori; tuttavia, da queste poche righe si capisce che il genere del thriller appare quello più idoneo per classificare il romanzo. Spionaggio, nemici in movimento, aggiungiamoci CIA e servizi segreti di qualsivoglia nazione, ed ecco la ricetta perfetta per un thriller.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il colpo di genio di Grisham è stato quello di ambientare gran parte della vicenda nel nostro Belpaese. Mi ha insegnato molto di più lui sulle consuetudini e le caratteristiche peculiari di noi Italiani rispetto a innumerevoli passeggiate per le vie del centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo popolo, che Grisham studia con gli occhi dello straniero, da un canto mette in luce alcuni aspetti riconducibili a famosi luoghi comuni, dall’altro, tuttavia, manifesta abitudini totalmente inattese. E quando ci si immobilizza, leggendo, e si riflette per qualche secondo, e si pensa tra sé: ‘Caspita, ha ragione, è proprio così! Noi siamo così!’, beh, allora è proprio il caso di dire che l’autore ha fatto centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A onor del vero, ci sono anche casi opposti (qualcuno di voi ha mai sentito dire che in Italia è maleducato ordinare un cappuccino dopo le dieci e mezzo di mattina?), che tuttavia quasi rinfrancano l’animo: in fin dei conti, se non commettesse alcun errore, Grisham sembrerebbe più “italiano” di molti di noi…&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S48MfiraQ8I/AAAAAAAAACM/NRnNfWZgXBY/s1600-h/2.jpg.gif"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 169px; height: 250px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S48MfiraQ8I/AAAAAAAAACM/NRnNfWZgXBY/s320/2.jpg.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444584210538578882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;Ecco allora che la trama, per quanto ricca di spunti che, se maneggiati da altri autori, porterebbero suspense e fretta di leggere, si snoda con calma, come un placido fiume dall’ampio letto, qua e là insinuandosi in una folkloristica descrizione delle vie bolognesi, altrove in un richiamo storico intriso di sarcasmo. Spesso lo scorrere del tempo sembra fermarsi: i personaggi si siedono in un ristorante per fare pranzo, senza fretta, e il protagonista si stupisce di quante ore gli Italiani siano disposti a dedicare al cibo e alla buona cucina; per lui, che viene dalla realtà dei fast-food, tutto ciò sembra assurdo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una cornice assolutamente nostrana, e carica di una magistrale ironia persino nei momenti più delicati, la trama tipica del thriller prende infine il sopravvento: il tempo comincia a stringere e i nemici si fanno sempre più vicini, in un crescendo finale che accelera i battiti del cuore e stuzzica la curiosità, fino alla conclusione. Il lettore potrà godersi ancora una nota dell’autore, straordinariamente autoironica: “E’ tutta fantasia, ragazzi. Ne so ben poco di spie, di sorveglianza elettronica […]. E se qualcosa in questo romanzo si avvicina alla realtà deve essersi probabilmente trattato di un errore.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora, un tributo al nostro Paese (che a quanto pare è più amato dagli stranieri che da coloro che vi abitano): “Bologna, comunque, è tutt’altro che fantasia. Mi sono concesso il lusso, dovendo scegliere un posto dove nascondere il signor Backman, di lanciare una freccetta su una carta geografica. Un paese valeva l’altro, più o meno; ma io adoro l’Italia e tutto ciò che è italiano, e devo quindi confessarvi che quando ho lanciato quella freccetta non avevo gli occhi bendati.”&lt;br /&gt;Che dire? Grazie, Grisham. Ora non vedo l’ora di acquistare un altro tuo libro, e di andare a visitare Bologna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-5503399356579351224?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/5503399356579351224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2010/03/il-broker-john-grisham-e-il-thriller.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/5503399356579351224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/5503399356579351224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2010/03/il-broker-john-grisham-e-il-thriller.html' title='Il Broker: John Grisham e il thriller “italiano”'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00164503536381297060</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S48MY0_ZTAI/AAAAAAAAACE/hDkSBMlW9Gw/s72-c/7616_JDNJELQIHBUITZ.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-6021545842224299247</id><published>2010-02-25T10:07:00.000-08:00</published><updated>2010-03-03T17:36:06.275-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pilastri della Terra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ken Follet'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'>I Pilastri della Terra</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Silvia Gregoriani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();}  catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S48OQYA5DxI/AAAAAAAAACU/LNl0qQcgHjU/s1600-h/Cover_GRA.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 208px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S48OQYA5DxI/AAAAAAAAACU/LNl0qQcgHjU/s320/Cover_GRA.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444586149001105170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il successo di “Mondo senza fine”, l’ultimo acclamato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;romanzo di Ken Follett, ha stuzzicato in me la voglia di conoscere il best seller cui deve ispirazione: “I pilastri della terra”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ambientato nell’Inghilterra del XII secolo il romanzo copre il turbolento cinquantennio che conobbe la guerra civile, dal naufragio della White Ship (il vascello che trasportava il figlio di Enrico I, erede al trono d’Inghilterra) fino alla morte di Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury. Intrighi, amori e lotte per il potere costituiscono un fitto intreccio che affascina per la potenza descrittiva fino a sfiorare la dimensione epica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ma “I pilastri della terra” è molto più che un semplice bel romanzo. Racchiude infatti, a mio avviso, il principio filosofico secondo il quale esiste una giustizia superiore che governa il fato, alla quale il mondo non può sottrarsi. La scelta dell’ambientazione, in tal senso, non è casuale: il Medioevo è forse il periodo per eccellenza in cui intere nazioni sono piagate dalla forza bruta e dall’oppressione dei potenti. Ed è proprio in questo scenario che si apre il libro ed articola la vicenda. Nelle acque oscure della  prepotenza e dell’odio nuotano personaggi come il vescovo Waleran e William Hamleigh, che sembrano schiacciare inesorabilmente coloro che cercano di vivere onestamente e lottare per la virtù. Gli ingranaggi della giustizia, tuttavia, seppur lenti si muovono inesorabili, riportando ordine ed equilibrio. Ciò non significa che tale meccanismo sia perfetto in sé stesso, e dunque basti attendere passivamente perché giustizia sia fatta. Al contrario, bisogna lottare con tutte le proprie forze, nonostante le avversità, ma fiduciosi che il duro lavoro prima o poi darà i frutti sperati. E in quest’ottica agiscono i personaggi, anche i più ferventi religiosi. Follett infatti con questa filosofia abbraccia anche la religione: neppure la fede basta in sé stessa. La dimostrazione è che Philip dovrà lottare tutta la vita, così come Thomas Becket.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S48OVyfMfuI/AAAAAAAAACc/p44Y3_2LXqo/s1600-h/8_ken-follet-01.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 177px; height: 223px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S48OVyfMfuI/AAAAAAAAACc/p44Y3_2LXqo/s320/8_ken-follet-01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444586242006875874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Forse la mia analisi si spinge oltre l’intenzione dell’autore, pretendendo di far affiorare qualcosa che non esiste. Ma mi sembra che grazie a questa consapevolezza Follett tracci personaggi molto lontani dai soliti stereotipi. Un amico mi ha fatto notare come, secondo lui, tali figure appaiano troppo emancipate ed “illuminate” per essere credibili in una simile ambientazione storica. Non sono d’accordo. La forza di Follett sta, a mio avviso, nell’aver abolito il binomio stereotipato Medioevo – poca capacità di pensiero. Se è indubbio che si tratti di un periodo storico in cui Chiesa e potenti cercano di soggiogare il popolo con l’ignoranza e la paura (non a caso si parla di secoli bui), è pur vero che l’uomo non ha mai smesso di pensare con la propria testa. Certo si tratta di casi isolati in un mondo che viaggia in direzione contraria, ma credo fermamente siano sempre esistiti personaggi simili, capaci di guardare il mondo coi propri occhi. Troppo spesso capita di veder banalizzare la forza dell’uomo. In fondo, a ben pensare, una situazione simile è solo apparentemente lontana dai nostri giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un mondo agli antipodi dove l’informazione è a portata di mano, ma quasi sempre “filtrata”, molti sono convinti di poter discernere la verità. Ma quanti ne sono davvero capaci? E forse è per questo che “I pilastri della terra” mi affascina tanto.&lt;/span&gt;&lt;div_prefs style="font-family: verdana;" id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-6021545842224299247?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/6021545842224299247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2010/02/i-pilastri-della-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/6021545842224299247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/6021545842224299247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2010/02/i-pilastri-della-terra.html' title='I Pilastri della Terra'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00164503536381297060</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/S48OQYA5DxI/AAAAAAAAACU/LNl0qQcgHjU/s72-c/Cover_GRA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-1813954022531299312</id><published>2010-02-05T01:35:00.000-08:00</published><updated>2010-02-05T01:48:25.366-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione sentimentale flaubert realismo francia parigi 1848 rivoluzione rivolte europa cambiamento colpo di stato'/><title type='text'>L'Educazione Sentimentale: Flaubert Tra Amore E Rivoluzione</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessio Mazzucco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;Che felicità poter salire fianco a fianco,&lt;br /&gt;con il braccio attorno alla vita di lei! La sua gonna avrebbe&lt;br /&gt;spazzato le foglie ingiallite, mentre lui ascoltava&lt;br /&gt;la sua voce, nella luce radiosa dei suoi occhi&lt;br /&gt;Capitolo Primo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S2voyWhWnRI/AAAAAAAAAI0/RCwcVI-qS2g/s1600-h/9788878992344g.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434693327089212690" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 293px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S2voyWhWnRI/AAAAAAAAAI0/RCwcVI-qS2g/s320/9788878992344g.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho letto &lt;em&gt;L’educazione sentimentale&lt;/em&gt; durante le vacanze natalizie. In montagna, la sera, dopo lunghe giornate di studio passate ammirando la neve splendente sotto il pallido sole invernale, mi ritiravo dalla saletta comune dove la mia famiglia preparava la cena, e mi buttavo sul letto dicendo forte: “Me ne vado a Parigi”. Un po’ retorico forse, ma incredibilmente vero.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;È il 15 settembre 1840, e Frédéric Moreau intravede e conosce l’amore della sua vita, Mme Arnoux, donna sposata d’una bellezza assai graziosa, così pura agli occhi d’un giovane appena maggiorenne. Da lì la storia: passano gli anni, l’Università di legge, gli esami mal preparati, distratto da feste, amici, gli amori, il sogno d’una rivoluzione e di un mondo nuovo. Poi la Rivoluzione, il 1848, la Repubblica, per finire nel 1851 con il Colpo di Stato di Napoleone III, la fine dei sogni, la morte degli ideali. In realtà non una trama avvincente, quanto estremamente coinvolgente: Frédéric non partecipa; egli sogna, desidera, spera e rincorre strade troppo diverse per essere percorse insieme, e rimane, così, spettatore d’un cambiamento, in balia delle emozioni del momento, lentamente svuotato da ogni ideale o speranza. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Un libro eccezionale, figlio del realismo francese (di cui Flaubert fu, insieme a Stendhal e altri, uno dei fautori e maestri), capace d’imprimere nella mente l’idea d’una Parigi ottocentesca (estremamente affascinante a dir la verità), sognante e un po’ libertina, di dipingere il quadro di una rivolta, trasformatasi in breve in rivoluzione, di un governo d’idee, poi della rivoluzione borghese.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S2vpKAfSQAI/AAAAAAAAAJE/gBlSTYGG9nw/s1600-h/cinque-giornate-2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434693733491818498" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 233px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S2vpKAfSQAI/AAAAAAAAAJE/gBlSTYGG9nw/s320/cinque-giornate-2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;1848: che anno meraviglioso! La rivoluzione in Francia del ’48, le prime Costituzioni italiane (tra le altre lo Statuto Albertino: 4 marzo), le rivolte che infiammano l’Europa (le Cinque Giornate di Milano, Vienna, Venezia,…), il desiderio d’unità nazionale, di realizzazione dell’eguaglianza sociale, di cambiamento e riscossa dei popoli oppressi. E’ del 1848 il &lt;em&gt;Manifesto del Partito Comunista&lt;/em&gt; di Marx ed Engels, &lt;em&gt;“Uno spettro s’aggira per l’Europa”,&lt;/em&gt; sintomo di quella volontà di riscatto e rivolta che infiamma l’intero Vecchio Mondo (anche se in realtà ispirato proprio alle rivolte parigine). Venne quindi la delusione, i borghesi dell’industria (sto ripensando alla Francia) s’imposero sul popolo, permettendogli di sognare la libertà mentre i fabbri della politica forgiavano catene più temprate e difficili da spezzare; vennero le sconfitte: la campagna fallimentare di Carlo Alberto tra il 1848 e il 1849 contro gli Austriaci di Radetzky (I guerra d’indipendenza), la caduta della Repubblica Romana nel 1849 (dove, tra gli altri, trovò la morte Goffredo Mameli), la resa di Venezia,… . Come ogni incendio, le fiamme vennero domate, i cuori palpitanti trafitti. A dirla con le parole di Flaubert:&lt;em&gt; “L’altro, allora, fece un passo avanti e gridò: ‘Viva la Repubblica!’. Cadde riverso, le braccia in croce. Un urlo di orrore si alzò dalla folla. La guardia si fece il vuoto intorno con lo sguardo”&lt;/em&gt;; così l’autore incide l’epitaffio sul glorioso sepolcro degli ideali rivoluzionari. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S2vo9FssBYI/AAAAAAAAAI8/sm7c-tLkw-E/s1600-h/Gustave_Flaubert.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434693511551911298" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 126px; CURSOR: hand; HEIGHT: 147px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S2vo9FssBYI/AAAAAAAAAI8/sm7c-tLkw-E/s320/Gustave_Flaubert.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Flaubert fu assai critico, in realtà, nei confronti dei singoli rivoluzionari, grandi gli ideali, troppo miopi le visioni: ecco cosa determinò la vera sconfitta delle idee e del cambiamento. Ipocrisia, ideologia, egoismo a volte, ignoranza. La storia, si può dire, si ripete in ogni tentativo di riscatto e cambiamento (non viene risparmiato neppure il nostro ’68, così belli gli ideali, così rapida la caduta verso l’ideologia e il nulla). Fallimento o vittoria, miopia o no, almeno all’epoca v’erano idee da elevare tra le fiamme delle rivolte. Un libro da leggere; sicuramente, adesso, uno dei miei preferiti.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-1813954022531299312?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/1813954022531299312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2010/02/leducazione-sentimentale-flaubert-tra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/1813954022531299312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/1813954022531299312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2010/02/leducazione-sentimentale-flaubert-tra.html' title='L&apos;Educazione Sentimentale: Flaubert Tra Amore E Rivoluzione'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S2voyWhWnRI/AAAAAAAAAI0/RCwcVI-qS2g/s72-c/9788878992344g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-2699016592048845804</id><published>2009-11-27T03:58:00.001-08:00</published><updated>2009-11-27T04:02:21.600-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='baudelaire poesia donna visione luna Spleen Parigi'/><title type='text'>La Donna Baudelairiana: Ossimorica Incarnazione Di Un Raggio Lunare</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Jenny Luchini&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;    &lt;em&gt;“Mentre dormivi nella tua culla, la Luna, che è il capriccio in persona, guardò alla finestra e disse- Questa bambina mi piace-”&lt;/em&gt;. Inizia così il poemetto in prosa di Charles Baudelaire intitolato  &lt;em&gt;“I benefici della luna”&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;"Les bienfaits de la Lune”&lt;/em&gt;), contenuto nella raccolta  &lt;em&gt;“Spleen di Parigi”&lt;/em&gt;(composta tra 1855-1864) e non di certo una delle opere più conosciute del poeta maledetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ incipit rappresenta una sorta di battesimo spirituale,un effluvio sensualmente oscuro che la luna infonde nella donna, ancora bambina, legandola eternamente a lei. Le dona l’incanto esteriore, occhi verdi, carnagione d’opale,ma non solo questo;come una dolce tiranna impone sulla donna  la sua eterna influenza, i suoi stessi amori e capricci. La donna, come la Luna stessa, sarà quindi legata  all’acqua, tranquilla o multiforme (antico simbolo di fertilità), alle nuvole, alla notte e al silenzio, ai gatti flessuosi e languidi. Ma soprattutto sarà attratta dal luogo in cui non è, e dall’amante che non conosce. Sarà corteggiata da coloro che amano la Luna stessa,da quegli uomini così simili al poeta, cioè a quel nemico del sonno che in una altro bellissimo sonetto,  &lt;em&gt;“tristezze della luna”&lt;/em&gt; (contenuto in &lt;em&gt;“Spleen e ideale”&lt;/em&gt;)  sarà lì, pronto a raccogliere le lacrime dell’astro, e a conservarle come un talismano, per poi incastonarle tra i versi di una poesia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti in quest’ultimo sonetto, seppur precedente al poemetto,  l’identificazione Luna- Donna è ancora più forte, supportata da un voluto gioco di ambiguità. La donna non è più una bambina, o meglio, è la luna che, in una serata malinconica, diventa donna,e stesa mollemente sui suoi cuscini, si accarezza distrattamente i seni nell’estatica e narcisistica contemplazione di sé stessa.&lt;br /&gt;Così come la luna ha due volti, anche la visione di Baudelaire riguardo al mondo femminile è ambigua. C’è il lato chiaro, luminoso, permeato direttamente di fascino e luce angelica, che porta a identificare  la donna con la realizzazione di un riscatto o con la salvezza divina. La donna, come la luna, arrotonda il suo ventre e contribuisce al ciclo della vita, e con i suoi ritmi regolari fa da eco all’astro celeste, che per antonomasia scandisce i battiti del tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tutto sembra essere smentito, e prevale il volto oscuro del femminino quando ad esempio Baudelaire descrive la donna come riflesso della temibile divinità, come  intossicante madrina portatrice di malefici, prostituta o anche forma seducente del diavolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il poeta maledetto lungo tutta la sua opera ci presenta quindi  la donna come una “maledetta e cara bambina viziata”, una  figura di luci ed ombre, dal fascino dolce e malvagio, un degno granello di polline dei &lt;em&gt;“Fiori del male”&lt;/em&gt;, ossimoro costante e sempre in equilibrio tra poli opposti, tanto da essere sempre un soggetto estremamente attraente da analizzare e interpretare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-2699016592048845804?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/2699016592048845804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/11/la-donna-baudelairiana-ossimorica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/2699016592048845804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/2699016592048845804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/11/la-donna-baudelairiana-ossimorica.html' title='La Donna Baudelairiana: Ossimorica Incarnazione Di Un Raggio Lunare'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-3175889882011287800</id><published>2009-11-17T09:55:00.000-08:00</published><updated>2009-11-18T00:48:28.404-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='leggere lettura tempi filosofia scelta istinto dibattito'/><title type='text'>Leggere E' Un'Arte E Una Filosofia!</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gianpaolo Repici&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwLlNNccYdI/AAAAAAAAAHE/m8t3uzZpo9s/s1600/leggere2.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405134517908038098" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 289px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwLlNNccYdI/AAAAAAAAAHE/m8t3uzZpo9s/s320/leggere2.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Pochi giorni fa chiacchieravo con alcuni membri di questo giornale di come ciascuno intenda la lettura, con quale stato d’animo essa vada affrontata e in che modo una persona debba approcciarsi ai libri che vuole leggere. La chiacchierata, ricca di spunti interessanti, mi ha portato ad estendere il dibattito a tutti coloro che leggono o scrivono su &lt;em&gt;Il Caffè&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo del vivere”&lt;/em&gt; scriveva Daniel Pennac. Mi trovo in perfetto accordo. Una delle cose che ho patito di più dopo la transizione liceo-università è stata l’enorme difficoltà di trovare del tempo libero per leggere; sentivo che mancava qualcosa, che in qualche modo mi stavo inaridendo interiormente. Finché non mi sono imposto di tornare a leggere con costanza, ricavandomi almeno qualche minuto ogni giorno. Ma veniamo a noi: il motivo del “conflitto” verbale coi miei colleghi de &lt;em&gt;Il Caffè &lt;/em&gt;è riconducibile al modo in cui si legge, alla filosofia che ci sta dietro e ai criteri con cui si scelgono i libri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho una lunga coda di libri da leggere, e ad ogni testo di narrativa contemporanea alterno un classico o un saggio. Mi sono imposto di non decidere in base all’istinto cosa leggere: ho impilato tutti i libri in coda e li ho rinchiusi in uno zaino, in modo tale che in cima alla pila ci sia quello che, cronologicamente, è entrato in mio possesso per primo (per chi s’intende di logistica o informatica, è una coda FIFO bella e buona!). Quando termino la lettura di un testo, mi limito ad aprire lo zaino e pescare il libro successivo. Non scelgo cosa leggere, non valuto quale testo mi sembri più interessante in quel momento, tra quelli a mia disposizione. I miei colleghi sostenevano invece che ognuno debba leggere ciò che più gli aggrada: posto di fronte a tutte le alternative, deve poter scegliere quella più allettante per lui, nello stato d’animo in cui è. La trovo un’opinione molto “romantica”, istintiva, e in questi termini non nascondo alcun giudizio negativo. Ma io sono anche uno scrittore, e cerco d’immedesimarmi in chi scrive: ritengo che a chiunque debba essere data la possibilità di dire ciò che crede, e di essere ascoltato. Quello che Voltaire disse, e che è stato citato di recente su queste pagine: &lt;em&gt;“Non condivido quello che dici, ma farò di tutto affinché tu possa dirlo”,&lt;/em&gt; io lo applico alla lettura. Posso guardare all’opera di uno scrittore storcendo il naso, mosso dai preconcetti, ma voglio dare a tutti almeno una possibilità. Sentire ciò che vogliono raccontare. Capire perché abbiano speso mesi o anni della loro vita per realizzare il loro libro: elaborarlo, scriverlo, correggerlo, stamparlo. Sudore e fatica: anche solo questi rendono la loro opera degna di essere, se non apprezzata, esaminata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come posso dare a tutti questa possibilità, se mi limito a scegliere i libri che più m’interessano? Come posso essere imparziale, se decido in base ai miei gusti? E qui intendo fare un passo in più: sono convinto che, se mi si lascia carta bianca in fatto di scelta dei libri, io tenderò a procurarmi quelli che più sicuramente incontreranno il mio gradimento. Ma questo non significa altro, se non che quei libri in qualche modo rispecchieranno il mio modo di essere. In altre parole, io come lettore “crescerei” vedendo intorno a me solo cose simili a quelle che penso io. E trovo che questo sia sbagliato. L’esperienza della lettura, oltre che un intrattenimento, dev’essere innanzitutto &lt;em&gt;formante&lt;/em&gt;. È uno dei più potenti mezzi conoscitivi di cui l’uomo dispone, e come tale va usato. Ridurre la lettura a semplice passatempo è a mio avviso sbagliato, e svilisce l’opera di chi, scrivendo, ha voluto comunicare al mondo qualcosa. Aprirsi a libri che d’istinto non si leggerebbe, ad autori che già si sa essere allineati diversamente da sé, a stili di scrittura lontani da quelli prediletti, tutto ciò può essere faticoso. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwLlSZnSIPI/AAAAAAAAAHM/uvjk_Mt9PRE/s1600/leggere2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405134607074074866" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwLlSZnSIPI/AAAAAAAAAHM/uvjk_Mt9PRE/s320/leggere2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ti costringe a metterti in dubbio, a confrontare le tue opinioni e i tuoi gusti con altri differenti, forse conflittuali. Questo appare tanto più palese nel caso dei saggi o della narrativa “impegnata”, ma anche la narrativa “leggera” se ne fa portavoce, a suo modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non affermo di dover leggere solo cose lontane dai propri gusti, perché si perderebbe quel sapore piacevole che la lettura di un’opera gradita porta sulle labbra. Leggere non dev’essere un obbligo o un peso. Se ho sperimentato che un autore proprio non mi piace, non comprerò una seconda volta un suo libro, e magari “tirerò il fiato” tornando da uno dei miei scrittori preferiti; ma gli ho dato una possibilità. Siamo umani, abbiamo delle opinioni, prediligiamo certi stili ad altri; ma è corretto, di tanto in tanto, se si riesce anche frequentemente, fare capolino al di fuori della nostra sfera privata, solida e protettiva. Guardare oltre, effettuare un’incursione nella sfera di qualcun altro. E chissà che l’esperienza non risulti gratificante e, da due che erano, si formi un’unica grande sfera, splendente e di modello per le altre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarei felice di dibattere con voi queste cose. La mia opinione può essere salda in me, ma mai perfetta; e ascoltare le motivazioni altrui contribuisce senz’altro a perfezionarla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-3175889882011287800?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/3175889882011287800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/11/leggere-e-unarte-e-una-filosofia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/3175889882011287800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/3175889882011287800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/11/leggere-e-unarte-e-una-filosofia.html' title='Leggere E&apos; Un&apos;Arte E Una Filosofia!'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwLlNNccYdI/AAAAAAAAAHE/m8t3uzZpo9s/s72-c/leggere2.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-4172393400249238678</id><published>2009-10-21T15:09:00.000-07:00</published><updated>2009-10-21T16:08:37.756-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Boldini arte impressionismo'/><title type='text'>Diable diable d'homme</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;&lt;em&gt;di Tommaso Giommoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Un palazzo aspro, spigoloso ma dolce al contempo è sede di una mostra molto particolare, siamo a Ferrara e va in scena Giovanni Boldini. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/St-JuddhzhI/AAAAAAAAABk/IlGpxY93ODc/s1600-h/1+Madame+Charles+Max+-+1896.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 154px; float: left; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395182309888609810" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/St-JuddhzhI/AAAAAAAAABk/IlGpxY93ODc/s320/1+Madame+Charles+Max+-+1896.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il Boldini è un pittore bizzarro , mondano di una mondanità evanescente, acuto di una profondità esemplare. Un lezioso cantore di virtù tutte borghesi che riesce a ritrarre con levità mai disattenta l’indole dei commedianti di quel mondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giovanni Boldini (1842-1931) nasce in una Ferrara scossa dalle turbolenze della storia, tornata dopo la parentesi napoleonica sotto il dominio dei cardinali, e ormai in vista di entrare nel regno che di lì a poco sorgerà in Italia. Trasferitosi appena ventenne a Firenze si iscrive all’accademia delle belle arti; qui inizia a frequentare quel crocchio di “impressionisti” toscani noti come i macchiaioli. Il loro è un movimento intenso, di ribellione profonda verso l’equilibrio neoclassico ma anche verso la trascendenza, lugubre talvolta, di stampo romantico. Il macchiaiolo vuole innovare la pittura in senso antiaccademico, secondo quel gusto verista che di lì a poco si scorgerà nelle novelle del Verga.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/St-J3nDSYGI/AAAAAAAAABs/LZ54lkVvjm4/s1600-h/2+James+McNeill+Whistler+-+1897.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 112px; float: right; height: 200px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395182467081724002" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/St-J3nDSYGI/AAAAAAAAABs/LZ54lkVvjm4/s200/2+James+McNeill+Whistler+-+1897.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La fase fiorentina incide molto sul pittore, è facile scorgere nei suoi dipinti cieli fatti apposta per un quadro del Fattori, tuttavia la sua“patria artistica” è senza ombra di dubbio Parigi.Quando il Boldini vi si trasferisce (siamo nel 1871) la Fancia ha appena inaugurato la sua terza repubblica e la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/St-KIFhzg2I/AAAAAAAAAB0/VBZ-z_37Rng/s1600-h/3+Gertrude+Elizabeth,+Lady+Colin+Campbell+-+1897.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 141px; float: left; height: 163px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395182750140695394" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/St-KIFhzg2I/AAAAAAAAAB0/VBZ-z_37Rng/s200/3+Gertrude+Elizabeth,+Lady+Colin+Campbell+-+1897.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;capitale è l’epicentro di una rivoluzione la cui colonna portante è la nascita dell’impressionismo. I suoi teatri, i suoi caffè , i suoi salotti sono i nuovi luoghi di culto di una religione laica e mondana; ed il ferrarese, lui che è un vero e proprio animale da salotto, viene accolto con onore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Boldini diviene ben presto il testimone di quel luccicate mondo opulento, l’attore irrinunciabile dal quale farsi ritrarre sarà considerato un obbligo d’appartenenza. Amico di Proust e di Degas, che non esitò a definirlo “Diable ,diable d’homme”, il Boldini diventa a pieno titolo pittore ufficiale del “bel mondo”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La consacrazione del pittore emiliano è dovuta in primis al suo gusto squisito. Il tratto dell’artista si fa infatti sempre più raffinato fino a costituire una felice fusione di quelli che sono i sapori propri dell’impressionismo ed un delicato accenno di realismo. È una&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/St-KkvgRvuI/AAAAAAAAAB8/3vf8jOfYQo4/s1600-h/Immagine1.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 130px; float: right; height: 200px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395183242444914402" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/St-KkvgRvuI/AAAAAAAAAB8/3vf8jOfYQo4/s200/Immagine1.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; pittura “formale” ma sbarazzina, ammiccante a tratti, dalla quale non è difficile scorgere accenni di malizia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il Boldini è un pittore moderno, squisitamente decadente; un osservatore acuto quanto schiavo di un mondo dominato dall’apparire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;È nel natio borgo ferrarese che si celebra, con questa mostra, Giovanni Boldini. Un pittore originale ma anche un inguaribile esteta, “L’artista della decadenza estrema” come venne definito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;div&gt;&lt;embed src="%3Ca%20href="&gt;&lt;/embed&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://widget-db.slide.com/widgets/slideticker.swf"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;embed src="http://widget-db.slide.com/widgets/slideticker.swf" type="application/x-shockwave-flash" quality="high" scale="noscale" salign="l" wmode="transparent" flashvars="cy=bb&amp;amp;il=1&amp;amp;channel=3170534137702750939&amp;amp;site=widget-db.slide.com" style="width: 400px; height: 200px;" name="flashticker" align="middle"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div style="width: 400px; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.slide.com/pivot?cy=bb&amp;amp;at=un&amp;amp;id=3170534137702750939&amp;amp;map=1" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://widget-db.slide.com/p1/3170534137702750939/bb_t000_v000_s0un_f00/images/xslide1.gif" ismap="ismap" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.slide.com/pivot?cy=bb&amp;amp;at=un&amp;amp;id=3170534137702750939&amp;amp;map=2" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://widget-db.slide.com/p2/3170534137702750939/bb_t000_v000_s0un_f00/images/xslide2.gif" ismap="ismap" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.slide.com/pivot?cy=bb&amp;amp;at=un&amp;amp;id=3170534137702750939&amp;amp;map=F" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://widget-db.slide.com/p4/3170534137702750939/bb_t000_v000_s0un_f00/images/xslide42.gif" ismap="ismap" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-4172393400249238678?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/4172393400249238678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/10/diable-diable-dhomme.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/4172393400249238678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/4172393400249238678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/10/diable-diable-dhomme.html' title='Diable diable d&apos;homme'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00164503536381297060</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/St-JuddhzhI/AAAAAAAAABk/IlGpxY93ODc/s72-c/1+Madame+Charles+Max+-+1896.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-624328093624402191</id><published>2009-10-11T09:14:00.000-07:00</published><updated>2009-10-21T11:08:49.174-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tolstoij'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anna karènina'/><title type='text'>Anna Karènina, Il Libro Delle Speranze Infrante</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gianpaolo Repici&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St9Nr2PZ8XI/AAAAAAAAAD8/vubS8sMWjp8/s1600-h/Tolstoj.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395116294302986610" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St9Nr2PZ8XI/AAAAAAAAAD8/vubS8sMWjp8/s320/Tolstoj.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Capita talvolta di voler interrompere certe consuetudini, perché alla lunga danno noia. La lettura non può certamente essere classificata come una di queste, ma mi sono trovato a pensare che leggere sempre romanzi attuali, di fresca pubblicazione, fosse un passo falso nella mia crescita culturale. Finché sono stato immerso nel ciclo scolastico, sono stato “ obbligato” a leggere alcuni grandi classici della letteratura ogni anno; perché non continuare? – mi son detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ho riaperto le ante della libreria in cui tengo alcuni di questi libri, e mi sono imbattuto in un nome non da poco: Lev Tolstoij. La Russia ha sempre esercitato sulla mia fantasia un’influenza notevole, sia perché la vedo come paese lontano e fuori dalla mia normale concezione di Stato (e per le dimensioni, e per la morfologia del territorio), sia perché la lontananza si ammanta di elementi leggendari che ne fanno nel mio immaginario un colosso quasi mitico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dirò la verità: mi sono costretto a leggere i grandi classici senza aspettarmi molto. Ritengo tuttora che spesso e volentieri alcune opere che hanno goduto di enorme successo debbano la loro importanza a due fattori: il numero ridotto di autori degni di nota nell’epoca in cui sono state scritte, e l’influenza che l’autore aveva in società. Sotto questo punto di vista, non mi sbagliavo: ho scoperto che Tolstoij, individuo di cui non conoscevo assolutamente nulla (la scuola italiana di certo non ne pubblicizza le opere), era effettivamente un proprietario terriero di non irrisoria importanza. Bingo! – ho esultato - Lo sapevo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St9OEprBAGI/AAAAAAAAAEE/aJoX-3UHSa4/s1600-h/anna-karenina-206x300.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395116720425861218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 206px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St9OEprBAGI/AAAAAAAAAEE/aJoX-3UHSa4/s320/anna-karenina-206x300.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ed è venuto il momento di intraprendere la lettura. A poco a poco, i miei preconcetti sono crollati indistintamente, di fronte ad uno dei capolavori più grandi che mi sia capitato di leggere. Lo ammetto, non possiedo una cultura stratosferica al riguardo, ma so anche di non essere l’ultimo arrivato. La lettura di “Anna Karenina” mi ha spalancato orizzonti pressoché infiniti davanti agli occhi. Ho impiegato molto tempo per esaurirla – in primis, stiamo parlando di un tomo diviso per necessità editoriale in due libri nell’edizione in mio possesso; in secundo, gli spazi in cui posso dedicarmi alla lettura non sono poi così tanti nell’arco della giornata – ma ne è valsa davvero la pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto, ho dovuto cedere di fronte all’inequivocabile bellezza puramente stilistica del testo. È un susseguirsi di parole e immagini che non lasciano tregua, scorrono semplicemente le une dopo le altre come un fiume; e mi verrebbe da dire un fiume placido e maestoso, più che uno in piena, mai irruento e roboante, ma sempre grandemente pacato. Mi ha ricordato il lento e inesorabile scorrere del Danubio quando l’ho visto a Bratislava; e sebbene sia consapevole che molto fa l’opera del traduttore, e che ci siano casi di traduzioni italiane migliori delle originali (vedansi le poesie tradotte da Quasimodo), sono altrettanto convinto che questi casi siano quanto mai rari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei pregiudizi che sono stato costretto a smantellare rapidamente è poi stato quello relativo all’interesse che avrebbe destato in me la lettura: consapevole di andare a leggere una storia di amori e tradimenti, la sentivo lontana dai miei gusti, noiosa e, in fin dei conti, frivola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono trovato per contro immerso in una girandola pazzesca (di rado ne ho conosciute di così complicate) di personaggi ed eventi, dove il legame sentimentale tra Anna Karenina, il marito e l’amante di lei è sì parte fondamentale, ma non unico motore del testo. Innumerevoli i personaggi tratteggiati da Tolstoij, dai nobili ai ricchi borghesi, dagli artisti ai preti ortodossi, dai contadini alle donne di strada, dai comunisti ai conservatori, dai pensatori e filosofi ai servitori: nelle righe vergate dalla sua mano prende forma la Russia del suo tempo, una Russia zarista al crepuscolo della sua grandezza, dove già emergono distintamente problemi (distribuzione delle terre, ascesa del socialismo e delle sue correnti estremiste) che avrebbero messo in ginocchio la nazione, per rinnovarla completamente. Leggendo “Anna Karenina”, la Russia mi è sembrata la nostra Europa, non fosse che per il contesto e le situazioni economico-sociali, del tutto differenti, come afferma lo stesso Tolstoij, da quelle europee. A questo proposito, l’autore afferma, per bocca di uno dei personaggi di gran lunga più importanti del libro, Konstantìn Dmìtric Lèvin, che l’errore che si fa in Russia è di voler ragionare secondo i criteri europei, obbligando il popolo e la cultura a seguire modalità di sviluppo improponibili per il Paese; occorre trovare una soluzione russa ai problemi, non europea. Forse, in questa breve frase, ingenua se volete, stava la soluzione di molti problemi che avrebbero dilaniato la Russia da lì a non molto. “Anna Karenina” è scritto tra il 1875 e il 1876, e ciò che ne emana è la speranza di riforme sensate e illuminate che portino il Paese a livello europeo, ma non nel modo europeo. Da questo punto di vista, fa effetto un lungo dialogo tra Lèvin e un proprietario terriero conservatore. Lèvin è a mio avviso personaggio fortemente autobiografico, e sono convinto che ciò che afferma sia quasi sempre ciò che pensa l’autore; ma sebbene Lèvin sia un proprietario terriero progressista, a suo modo, e il suo interlocutore un ultraconservatore, emerge la visione comune che, in base alle leggi che abolirono la servitù della gleba senza però tener conto delle enormi conseguenze che ciò avrebbe comportato, tutte le aziende agricole russe siano in perdita, senza conoscere alcun modo per tirarsi fuori dal pantano. Esiste un’unica situazione che presenta conti in attivo, nel libro, ed è quella di un’azienda a conduzione familiare. Insomma, emerge con chiarezza una situazione che sta precipitando, e Tolstoij auspica sia per sé, sia per chi lavora le sue terre, leggi nuove e prettamente russe, che rilancino il Paese. Noi tutti sappiamo come andò in realtà; e quasi provavo pena per quelle speranze, così vive in “Anna Karenina”, e così definitivamente infrante di lì a poco più di quarant’anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi soffermerò a lungo sulla vicenda di per sé, perché è mia opinione che la grandezza di un testo non derivi dalla trama, che magari molti dei lettori già conoscono attraverso la lettura diretta dell’opera o la visione della pièce teatrale o della versione cinematografica ad essa relative. Credo che la grandezza di un libro derivi dalle sensazioni che suscita in chi legge; e in questo Tolstoij è maestro. Sebbene la trama non sia “avvincente” in senso stretto (ho letto molti romanzi attuali ben più avvincenti, dalla cui lettura non riuscivo a schiodarmi), non si può non riconoscere che è vasta e perfettamente delineata. Nell’insieme, risulta molto gradevole e tocca una quantità di argomenti ancora attuali, che fanno riflettere il lettore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tolstoij doveva essere un uomo incredibilmente colto, a giudicare dalle innumerevoli questioni che si dimostra in grado di analizzare nel corso della vicenda: questioni filosofiche, artistiche, economiche e religiose, ma anche realtà quotidiane, dominate dal buon senso, dall’amore per chi ci sta attorno e dalle contraddizioni della società in cui tutti noi ci muoviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Doveva essere un osservatore eccezionale: mi ha colpito in maniera fortissima il modo in cui riesce a descrivere scene di vita femminile e a gestire lunghi dialoghi tra donne, come se fosse una donna egli stesso, provasse gli stessi sentimenti, e vedesse il mondo nello stesso modo. E, si sa, il modo di percepire le cose e vivere proprio delle donne non è quello degli uomini. Eppure, altrettanto perfetti erano i dialoghi tra uomini, le incomprensioni nei rapporti, dovute a qualche parola di troppo o a qualcuna non detta nel momento giusto. Vedere come l’autore si facesse entità esterna sia agli uomini che alle donne, per poter osservare entrambi col giusto distacco, e al contempo si insinuasse con forza nella loro vita, per poterli cogliere nella loro realtà più intima, mi ha fatto pensare che Tolstoij è davvero uno Scrittore, con l’iniziale maiuscola. Perché non c’è grandezza maggiore, per chi scrive, di riuscire ad abbandonare i propri giudizi e il proprio modo di vedere le cose, per incarnarne altri, magari diversi e completamente in conflitto con i primi, e sostenerli con il medesimo fervore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può poi parlare di “Anna Karenina” senza toccare l’ambito amoroso. Direi che dal libro emergono diversi modi di amare le altre persone, e soprattutto nella coppia. Quello di Anna e quello di Lèvin sono messi quasi a confronto, ed evolvono in parallelo, l’uno perdente e insensato, l’altro semplice e mite, e per questo vincente. I due personaggi non incrociano le proprie vie se non in rare occasioni, perciò si può dire che la trama ha in loro i due fuochi dell’ellisse, con loro evolve e intorno a loro si snoda. Ma per comprendere meglio le innumerevoli sfaccettature dell’amore descritto da Tolstoij si può soltanto ricorrere alla lettura diretta dell’opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo evidenziando un aspetto a mio avviso molto importante per l’autore, e cioè quello religioso. Se già conoscevo la vicenda come una serie di situazioni amorose, non ero assolutamente preparato a trovarvi una lunga, dettagliata e umile analisi dell’aspetto religioso. Basti pensare che, paradossalmente e in barba al titolo, la vicenda di Anna Karenina e del suo amore dilaniato si conclude con la parte settima dell’opera; l’ottava ed ultima parte è interamente dedicata a Konstantìn Lèvin e al suo cammino spirituale, che lo porterà infine ad approdare alla serenità d’animo a seguito di un lungo periodo di turbamento interiore. Il protagonista troverà la risposta ai propri quesiti smettendo di guardare alle cose in maniera complicata, senza più seguire il corso di elucubrazioni filosofiche che si rincorrono la coda e non lo soddisfano mai del tutto; solo facendo spazio all’umiltà e guardando alla semplicità della vita contadina giungerà a placare il proprio spirito assetato. Segno che, forse, nell’affrontare molti problemi lo sguardo è così offuscato dalle strutture del nostro modo di pensare che ci rende impossibile discernere ciò che si delinea all’orizzonte, impedendoci di interpretarlo nel modo corretto; e mi sembra che tutti gli uomini, di ogni luogo e di ogni tempo, non possano sentirsi del tutto immuni alla critica che Tolstoij vuole muovere a tutti noi, e al richiamo all’umiltà che, di fronte a tante speranze infrante nel corso della trama, costituisce il grido finale di vittoria di Konstantìn Dmìtric Lèvin.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-624328093624402191?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/624328093624402191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/10/anna-karenina-il-libro-delle-speranze.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/624328093624402191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/624328093624402191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/10/anna-karenina-il-libro-delle-speranze.html' title='Anna Karènina, Il Libro Delle Speranze Infrante'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St9Nr2PZ8XI/AAAAAAAAAD8/vubS8sMWjp8/s72-c/Tolstoj.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-6000012764737130797</id><published>2009-09-27T06:20:00.000-07:00</published><updated>2009-10-22T14:59:16.158-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mostra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='milano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scapigliatura'/><title type='text'>Scapigliamoci!</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessio Mazzucco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sr9pt8Z5sSI/AAAAAAAAACE/Z50FuEH1wKw/s1600-h/la+piccola+fioraia+-+carcano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386139917388198178" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 233px; height: 320px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sr9pt8Z5sSI/AAAAAAAAACE/Z50FuEH1wKw/s320/la+piccola+fioraia+-+carcano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E se entravo titubante dagli alti portali di Palazzo Reale nella scapigliatissima mostra che Milano è lieta di offrire, colpevole sì di lacune sull’ottocentesco movimento artistico quanto della mancanza mia peculiare d’intendere le sfumature e i particolari più piccoli, ne sono uscito sorridente e pensoso dei mille spunti di riflessione che il percorso artistico mi ha donato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque la &lt;em&gt;Scapigliatura&lt;/em&gt;: inquadramento storico. Sviluppatosi tra gli anni Sessanta e Novanta del XIX secolo, tra gli idilliaci luoghi lombardi delle campagne e dei laghi, mete tutt’ora agognate dal cittadino milanese, e la scuola artistica di Brera, il movimento è battezzato da Cletto Arrighi con il libro &lt;em&gt;La Scapigliatura ed il 6 febbraio&lt;/em&gt;. Definire un uomo, un giovane, uno scapigliato era definirlo &lt;em&gt;bohemién&lt;/em&gt;, figlio di quella tradizione tutta parigina degli &lt;em&gt;outsider&lt;/em&gt;, gli emarginati sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sr9p1YWT2JI/AAAAAAAAACM/vVNvwzOmZR4/s1600-h/edera+-+tranquillo+cremona.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386140045148412050" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 237px; height: 320px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sr9p1YWT2JI/AAAAAAAAACM/vVNvwzOmZR4/s320/edera+-+tranquillo+cremona.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ribellione, disgusto e rivolta ad una società borghese e ipocrita, dimentica già di quei valori e ideali che fino a pochi anni prima avevano infiammato il cuore di patrioti e martiri. Siamo in una nuova Italia, anzi, nell’unica vera Italia, unita dopo lotte decennali, ansiosa d’affacciarsi nel mondo come potenza politica ed economica. E di fronte alle novità politiche, ecco emergere le novità sociali della borghesia, il positivismo, l’amore per la scienza e il progresso. Il Risorgimento è superato, perduto forse nell’amalgama silente in cui gli ideali furono destinati a morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Scapigliati non ci stanno. E con pennellate irrazionali, contorni vaghi, figure sfumate, a volte immerse nella luce e nella natura a confondere i tratti, ecco che i nuovi artisti di Brera cercano una loro personale soluzione alla visione nel mondo. Si abbandonano le pose classiche nei ritratti per far spazio a indagini psicologiche, nessuna rigidità, ma movimento dato dal pennello, allegria data dalla luce, grazia dall’ambiente in cui l’uomo si ritrova come soggetto cardine del quadro. Si lascia spazio ai sentimenti umani: la passione, l’amore fraterno o passionale, la dolce culla della lettura, del silenzio, dell’attesa e dell’ammirazione per la bellezza che d’intorno ci circonda, l’innocenza infantile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sr9p78ludkI/AAAAAAAAACU/SrvR9askiaU/s1600-h/giovinetta+inglese-+daniele+ranzoni.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386140157955962434" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 192px; height: 297px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sr9p78ludkI/AAAAAAAAACU/SrvR9askiaU/s320/giovinetta+inglese-+daniele+ranzoni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Forse perché passando di stanza in stanza si viene letteralmente “assaliti” dalle foghe giovanili degli artisti, forse perché semplicemente l’animo mio già si posava sulle domande più diverse, ma uscire da quella mostra senza un pensiero, una riflessione, è stato pressoché impossibile. Su cosa? Dall’amore alla natura, dalla gioia di momenti estatici alle figure ritratte. Forse anche all’Italia dei giorni nostri, a quell’Italia che a 150 anni dall’Unità già non si sente più una ma plurima, per cantare poi gli inni nazionali a soli due minuti prima del calcio d’inizio. Forse alla nostra società, deturpata dalla cultura dei media e dei messaggi pubblicitari, degli slogan e dei luoghi comuni. Meno di 150 anni fa un gruppo di artisti lottava contro la “borghesizzazione” del nostro Paese; ora siamo giunti allo stadio successivo, alla classe omogeneizzata di una società assalita da nuovi, oscuri e, purtroppo, silenti nemici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sr9qNoCUuFI/AAAAAAAAACk/diJPKXnm6Xc/s1600-h/bagno+pompeiano+-+giuseppe+barbaglia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386140461676410962" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 140px; height: 249px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sr9qNoCUuFI/AAAAAAAAACk/diJPKXnm6Xc/s320/bagno+pompeiano+-+giuseppe+barbaglia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Scapigliato, al giorno d’oggi, credo non significhi solo essere &lt;em&gt;bohemién&lt;/em&gt;, “alternativo” al pensiero borghese, ma reputo meriti qualcosa di più. Io lo definirei pensiero autonomo, slegato dalle influenze delle mode del momento e degli ambienti, lo definirei lotta all’omogeneità, ricerca della diversità, volontà di esprimere ancora i sentimenti più semplici e le gioie più comuni per elevarsi, poi, ai pensieri più alti. Chissà: magari un po’ di &lt;em&gt;Scapigliatura&lt;/em&gt;, al giorno d’oggi, gioverebbe un po’.&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;embed src="http://widget-4c.slide.com/widgets/slideticker.swf" type="application/x-shockwave-flash" quality="high" scale="noscale" salign="l" wmode="transparent" flashvars="cy=bb&amp;amp;il=1&amp;amp;channel=3026418949627036236&amp;amp;site=widget-4c.slide.com" style="width: 400px; height: 262px;" name="flashticker" align="middle"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div style="width: 400px; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.slide.com/pivot?cy=bb&amp;amp;at=un&amp;amp;id=3026418949627036236&amp;amp;map=1" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://widget-4c.slide.com/p1/3026418949627036236/bb_t053_v000_s0un_f00/images/xslide1.gif" ismap="ismap" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.slide.com/pivot?cy=bb&amp;amp;at=un&amp;amp;id=3026418949627036236&amp;amp;map=2" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://widget-4c.slide.com/p2/3026418949627036236/bb_t053_v000_s0un_f00/images/xslide2.gif" ismap="ismap" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.slide.com/pivot?cy=bb&amp;amp;at=un&amp;amp;id=3026418949627036236&amp;amp;map=F" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://widget-4c.slide.com/p4/3026418949627036236/bb_t053_v000_s0un_f00/images/xslide42.gif" ismap="ismap" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-6000012764737130797?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/6000012764737130797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/09/scapigliamoci.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/6000012764737130797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/6000012764737130797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/09/scapigliamoci.html' title='Scapigliamoci!'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sr9pt8Z5sSI/AAAAAAAAACE/Z50FuEH1wKw/s72-c/la+piccola+fioraia+-+carcano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-8573372925691352816</id><published>2009-06-02T12:00:00.000-07:00</published><updated>2009-06-05T13:54:16.162-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Futurismi Vecchi e Nuovi Tommaso Giommoni Arte e Cultura'/><title type='text'>Futurismi vecchi e nuovi</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:85%;"&gt;Tommaso Giommoni&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:trackmoves/&gt;   &lt;w:trackformatting/&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:donotpromoteqf/&gt;   &lt;w:lidthemeother&gt;IT&lt;/w:LidThemeOther&gt;   &lt;w:lidthemeasian&gt;X-NONE&lt;/w:LidThemeAsian&gt;   &lt;w:lidthemecomplexscript&gt;X-NONE&lt;/w:LidThemeComplexScript&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;    &lt;w:splitpgbreakandparamark/&gt; 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  &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="19" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Subtle Emphasis"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="21" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Intense Emphasis"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="31" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Subtle Reference"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="32" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Intense Reference"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="33" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Book Title"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="37" name="Bibliography"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" qformat="true" name="TOC Heading"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-priority:99;  mso-style-qformat:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:11.0pt;  font-family:"Calibri","sans-serif";  mso-ascii-font-family:Calibri;  mso-ascii-theme-font:minor-latin;  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-theme-font:minor-fareast;  mso-hansi-font-family:Calibri;  mso-hansi-theme-font:minor-latin;  mso-bidi-font-family:"Times New Roman";  mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Zang Tump Tump”, suoni bislacchi in piazza Duomo: così inizia “Futurismo 1909-2009” la mostra sull’avanguardia milanese in scena a palazzo reale fino al 6 giugno. E’ un percorso intenso, ludico a tratti, creativo di una creatività coinvolgente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il visitatore si trova gettato in un mondo surreale e bizz&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;arro sin dall’ingresso nella corte del palazzo; qui enormi altoparlanti dal sapore vagamente retrò, producono una musica alienante ma coinvolgente, una musica “Futurista”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La mostra si articola secondo un percorso cronologico che, dal prodromo figurativo arriva all’avanguardia vera e propria, quella degli albori coloniali&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del suo fondatore (Marinetti è nato ad Alessandria d'Egitto), fino a percorrere l‘iter dell’agguerrito gruppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il contesto culturale in cui il movimento (ossia i suoi fondatori) si sviluppa è quello del caleidoscopico mondo post-impressionista. Da una parte chi ne ha ripreso le fila e, galvanizzato da vapori positivisti, ha dato vita ad un’espressione pittorica fondata sull’illusione ottica (il puntinismo); dall’altra chi, nel rifiuto della pittura come rappresentazione di un’impressione, ha cercato “foreste di simboli” nel reale, ha cercato di ritrarre il se&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiWWylDU1yI/AAAAAAAAAA8/xEBh-jYi9GM/s1600-h/%5B1%5DMedardo+Rosso+-+La+portinaia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 123px; height: 147px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiWWylDU1yI/AAAAAAAAAA8/xEBh-jYi9GM/s320/%5B1%5DMedardo+Rosso+-+La+portinaia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342842328628647714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;nso ultimo, mistico che la realtà custodisce (il simbolismo); ed infine chi ha concepito la pittura come vettore di i&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;deali sociali&lt;span style=""&gt;       &lt;/span&gt;(Pellizza Da Volpedo con il suo quarto stato).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’inizio della mostra è enigmatico, diversivo; un antipasto figurativo in cui troviamo le avanguardie &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;milan&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;esi del&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;tempo. Si va dallo scapigliato&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Medardo Rosso (“Noi siamo degli s&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;chizzi di luce, la materia non esiste”&lt;a href="http://img192.imageshack.us/img192/2811/1medardorossolaportinai.jpg"&gt;[1]&lt;/a&gt;) &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;con le sue “mor&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;bide” sculture di cera, a Gaetano Previati con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“La maternità”, divisionista, a tratti simbolista. Poi l’inizio tanto atteso. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La prima sezione è dedicata agli albori dell’avaguardia, dal manifesto, alle prime opere. Il gruppo, sorto intorno alle stravaganze del letterato Filippo Tommaso Marinetti, esalta il progresso, la velocità, ciò che,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;nuovo,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;possa spazzare via tutto quello che è stato, e l’attitudine a riproporlo (il “Passatismo” come lo definì Marinetti).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Anni 10, siamo in quella &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiWXN4NDJkI/AAAAAAAAABE/P5CXmXHhc_M/s1600-h/%5B2%5DUmberto_boccioni_la_citt%C3%A0+che_sale.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 158px; height: 103px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiWXN4NDJkI/AAAAAAAAABE/P5CXmXHhc_M/s200/%5B2%5DUmberto_boccioni_la_citt%C3%A0+che_sale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342842797626172994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;fase del Futurismo definita “Divisionismo plastico”: la realtà risulta frammentata in un vortice puntinista che, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;smanioso di riprodurre il movimento in quanto tale, viene sezionata in più piani e frantumata; in tale fase, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;f&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ortemente influenzata dal cubismo (a là Braque ed a là Picasso), spiccano pittori quali Boccioni, vero profeta del dinamismo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://img199.imageshack.us/img199/3954/2umbertoboccionilacittc.jpg"&gt;[2]&lt;/a&gt;, Balla, con i suoi tentativi “tecnici” di dipingere una donna che &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiWXj2-79uI/AAAAAAAAABM/U9Y3-gk1pr8/s1600-h/%5B3%5DDinamismo+di+un+cane+al+guinzaglio-Giacomo+Balla.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 130px; height: 108px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiWXj2-79uI/AAAAAAAAABM/U9Y3-gk1pr8/s200/%5B3%5DDinamismo+di+un+cane+al+guinzaglio-Giacomo+Balla.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342843175255668450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;porta a passeggio un cagnolino&lt;a href="http://img198.imageshack.us/img198/4215/3giacomoballadinamismod.jpg"&gt;[3]&lt;/a&gt; e Severini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La mostra prosegue con i fasti degli anni 20, l’arte “Meccanica”; l’avanguardia milanese si spinge all’esaltazione, “decadente” quanto aulica, della macchina. &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiWX24QQL_I/AAAAAAAAABU/mYKb7C_IjDc/s1600-h/%5B4%5DFortunato_Depero_-_Fulmine_compositore_1926,_72dpi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 180px; height: 183px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiWX24QQL_I/AAAAAAAAABU/mYKb7C_IjDc/s200/%5B4%5DFortunato_Depero_-_Fulmine_compositore_1926,_72dpi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342843502014246898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tale fase, resa ancor più ambigua dalla vicinanza con il regime del duce, produce opere “spigolose”, intense, a tratti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; “metafisiche”&lt;a href="http://img197.imageshack.us/img197/6718/4fortunatodeperofulmine.jpg"&gt;[4]&lt;/a&gt;. Una lettura ingenua di un futuro anelato composta da ritmi meccanici ed automi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Anni 30: l’esuberanza primigenia lascia, in parte, spazio al sognante. Siamo nella fase&lt;span style=""&gt;                  &lt;/span&gt;dell’ ”Aeropittura”in cui Dottori stupisce con i suoi paesaggi &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiWYEubqI5I/AAAAAAAAABc/HvZK0CST9hs/s1600-h/%5B5%5DGerardo+Dottori.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 124px; height: 124px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiWYEubqI5I/AAAAAAAAABc/HvZK0CST9hs/s200/%5B5%5DGerardo+Dottori.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342843739895899026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;aerei, la macchina lascia spazio ad altro ma si fa strumento indispensabile, c&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;omplice, per l’artista&lt;a href="http://img193.imageshack.us/img193/7246/5gerardodottoriumbriapr.jpg"&gt;[5]&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Infine la mostra presenta quelli che sono stati gli sviluppi, durante e dopo, il Futurismo. Si va dall’arte polimaterica in cui scorgiamo i sacchi di Burri, alle ultime interpretazioni del dinamismo materico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il Futurismo è un’avanguardia eclettica, attraversata da uno spirito forte, vorace nella sua volontà panica. Un desiderio insaziabile fino ad arrivare, talvolta, alla contraddizione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Abbiate fiducia nel progresso: ha sempre ragione anche quando ha torto”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Amava dire Marinetti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;div&gt;&lt;embed src="http://widget-f8.slide.com/widgets/slideticker.swf" type="application/x-shockwave-flash" quality="high" scale="noscale" salign="l" wmode="transparent" flashvars="cy=bb&amp;amp;il=1&amp;amp;channel=3530822107877862648&amp;amp;site=widget-f8.slide.com" style="width: 400px; 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font-family: times new roman; font-style: italic;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: right; font-family: times new roman; font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tucidide, La Guerra del Peloponneso (cap 20)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right; font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p style="font-weight: bold; font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiLpY2Ue-JI/AAAAAAAAAAk/n-5t8PewJCI/s1600-h/images-1.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 96px; height: 135px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiLpY2Ue-JI/AAAAAAAAAAk/n-5t8PewJCI/s320/images-1.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342088721122392210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quan&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;d&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;o il romanzo si confonde con la storia…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Alcuni giorni fa è uscito nelle sale cinematografiche “Angeli e Demoni”, basato sull’omonimo romanzo di Dan Brown. Dati gli argomenti trattati, il film ha scatenato la reazione di parte di alcuni sacerdoti che sono quasi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;arrivati a sporgere querela.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Questo, tuttavia, non è nulla rispetto al dibattito provocato dal ben più controverso “Codice da Vinci”, quando alcune tesi esposte nel romanzo vennero elevate a verità storica. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fortunatamente una parte del mondo accademico ha puntato il dito contro numerose inesattezze storiche presenti nel libro (oltre all’accusa di plagio da parte di Maichel Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, autori del libro Il Santo Graal nel 1982, in cui sono esposte molte delle tesi presentate nel Codice).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sembra tuttavia che non fosse intenzione dell’autore sollevare un simile vespaio. Dan Brown afferma, infatti, nella prima pagina del romanzo, che la trama è frutto di fantasia, ma trovatosi sotto i riflettori non sembra abbia fatto molto per sconfessare l’uso che si stava facendo della sua opera. In un mondo così affamato di trascendenza e mistero le tesi di Brown sono state accolte come fossero manna dal cielo, nonostante le numerosissime incongruenze storiche. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style="font-weight: bold; font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Qualche svista …&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Prendiamo un punto saliente del film da un punto di vista storico. Langdon va a casa del suo amico Sir Leigh Teabing, per raccogliere alcune informazioni sul Santo Graal. A questo punto lo studioso si lancia in una curiosa ricostruzione storica. Un oggetto sarebbe stato ritrovato dal braccio armato del Priorato di Sion (addirittura i Templari!) a Gerusalemme subito dopo la conquista della città da parte di un re francese. Tramite esso i templari avrebbero ricattato la Chiesa di Roma, accumulando enormi ricchezze e potere prima di essere arrestati e trucidati la notte del 14 ottobre del 1307. Direi che possiamo fermarci qui e discuterne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In primis la città di Gerusalemme non fu conquistata da un re ma da due baroni, il conte Raimondo di Saint Gilles e Goffredo di Buglione, duca della Bassa Lotaringia, che ringraziano entrambi per la promozione sul campo. In secondo luogo i Templari non esistevano ancora nel 1099, anno della conquista. A seconda della datazione usata si colloca la loro effettiva fondazione nel 1118/1119 mentre il riconoscimento ufficiale arrivò solo 9 anni dopo, in occasione del concilio di Troyes del 1128. In seguito, circa una decina di anni dopo, iniziarono ad avere numerosi benefici per l’appoggio dato ad Innocenzo II contro Anacleto II, proclamatosi anche lui papa (succedeva abbastanza spesso, non crediate …(-:) e per il loro impegno in Terrasanta (si può far riferimento alle bolle “Omne Datum Optimum”, “Milites Dei” e “Militia Christi”).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A seguito della sconfitta di Ruad e della presa del loro ultimo avamposto nel 1293 (Acri era stata nel 1291) si ritirarono in occidente dove si concentrarono sulla gestione delle loro numerosissime ricchezze e proprietà in attesa di tempi migliori. Questi tempi, però, non arrivarono mai. Nel 1307 su ordine di Filippo IV il Bello, re di Francia, vennero arrestati con varie accuse riassunte nelle varie bolle “Faciens Misericorda”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nonostante il papa fosse effettivamente con le mani legate (era il periodo della cattività avignonese…) si scatenò una battaglia giudiziaria che si concluse solo sette anni più tardi con lo scioglimento dell’ordine con la bolla “Vox in Excelso” (1312) e la condanna al rogo di Geoffrey de Charney e Jacques de Molay, allora Gran Maestro, con l’accusa di eretici relapsi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Penso che Barbara Frale sia quasi svenuta alla notizia che avevano cancellato dalla storia più o meno tutta la sua produzione scientifica ( per giunta di altissimo livello…)!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-weight: bold; font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Avviso ai naviganti&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiLpgi8YxeI/AAAAAAAAAAs/1sFzNJZzJ7M/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 66px; height: 124px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiLpgi8YxeI/AAAAAAAAAAs/1sFzNJZzJ7M/s320/images.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342088853360002530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Come si può ben vedere gli errori non mancano … ed in più o meno cinque minuti se ne possono trovare una &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;discreta quantità. Per tale motivo invito coloro che si apprestano a vedere il film e tutte le opere di questo genere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;a fare molta attenzione a prendere per buone le affermazioni che vengono fatte. La riflessione in questi casi non è un valore a sé e, se non viene affiancata da un’accurata ricerca e documentazione, porta a effetti opposti rispetto a quelli sperati. Per il resto questi romanzi restano delle belle storie ma, tranne pochi illuminati, nulla più. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-6709650094990414113?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/6709650094990414113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/05/fact-or-fiction_31.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/6709650094990414113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/6709650094990414113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/05/fact-or-fiction_31.html' title='Fact or Fiction'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00164503536381297060</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GzaF9W3BuzA/SiLpY2Ue-JI/AAAAAAAAAAk/n-5t8PewJCI/s72-c/images-1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5478690831142412919.post-3167405855052457137</id><published>2009-05-07T15:05:00.000-07:00</published><updated>2009-05-28T08:29:43.398-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Questo non è un Caffè Tommaso Giommoni'/><title type='text'>Questo Non E' Un Caffé</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Tommaso Giommoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_G00_UrcySSU/Sh6tcv3ZCwI/AAAAAAAAAAc/M5A3QzfaaJ8/s1600-h/ceci-n-est-pas-une-pipe.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 223px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_G00_UrcySSU/Sh6tcv3ZCwI/AAAAAAAAAAc/M5A3QzfaaJ8/s320/ceci-n-est-pas-une-pipe.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340896917504723714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;disegno di Omar Abdel Wahab&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;La realtà è come appare, la realtà è come è percepita, la realtà è come qualcuno vorrebbe che fosse. In realtà la realtà (e qui la ripetizione è d’obbligo) è un concetto troppo complesso da saggiare. Quello che possiamo notare è però una certa ironia nel reale; una virtualità che rende tutto più evanescente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intero sistema sta lentamente scivolando verso derive sempre meno consistenti; e ciò che materialmente sentiamo sta diventando sempre più simile a ciò che virtualmente percepiamo. Una comunicazione smodata ed infinitamente veloce, l’oggetto che viene rimpiazzato con la sua immagine. Sono tutti esempi di un’incipiente sovrastrutturarsi di ciò che ci sta intorno.&lt;br /&gt;Una realtà così sbilenca e sfibrata si avvicina parecchio a quel “mostro” descritto dal belga Magritte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questa non è una pipa” tuonava l’artista quando nella tela raffigurava meticolosamente proprio quell’oggetto. Il pittore aveva intuito l’inesorabile processo e si era deciso a rappresentarlo con quel suo stile sobrio, ironico e giocoso. Nelle sue tele il rappresentato prende commiato dal rappresentante; ci troviamo spettatori spaesati di una recita illogica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’artista sapeva che quell’oggetto di legno era così chiamato. Sapeva tuttavia come quelle quattro lettere fossero una pura convenzione: l’uomo tenta di proteggersi da una realtà inconoscibile appiccicandovi etichette e finisce col cadere nell’inganno da lui stesso creato. E che inganno! La presa in giro è duplice: Magritte si burla di chi lo guarda, gettandolo impietosamente in uno stato di confusione; ma allo steso modo carica di autoironia le sue tele quando ci si rivolge con quel sorriso sornione. È così che l’artista conia uno stile unico e nel farlo è rivolto sovente al passato: è metafisico quando si impegna a rendere spaesato il suo pubblico, è profondamente cubista quando polverizza e defrauda della logica la realtà, è simbolista quando si fa buio e misterioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se conoscere è interpretare (come in parte credo) Magritte ha sicuramente il merito di aver anticipato un processo che oggi si fa più forte che mai; noi ci sciogliamo, perdiamo consistenza mentre la nostra immagine svetta, monade si erge su di noi. E l’uomo, ormai alla deriva in quanto nemmeno più consolato dal dono della beata ignoranza, non può che accettare e trovare il solo porto franco in un placido stato di ammirazione di quel mistero semantico che ogni volta si ripresenta.”Così è, se vi pare” sembra dirci l’artista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5478690831142412919-3167405855052457137?l=arteculturailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/feeds/3167405855052457137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/05/questo-non-e-un-caffe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/3167405855052457137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5478690831142412919/posts/default/3167405855052457137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arteculturailcaffe.blogspot.com/2009/05/questo-non-e-un-caffe.html' title='Questo Non E&amp;#39; Un Caffé'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_G00_UrcySSU/Sh6tcv3ZCwI/AAAAAAAAAAc/M5A3QzfaaJ8/s72-c/ceci-n-est-pas-une-pipe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
