Il Boldini è un pittore bizzarro , mondano di una mondanità evanescente, acuto di una profondità esemplare. Un lezioso cantore di virtù tutte borghesi che riesce a ritrarre con levità mai disattenta l’indole dei commedianti di quel mondo.
capitale è l’epicentro di una rivoluzione la cui colonna portante è la nascita dell’impressionismo. I suoi teatri, i suoi caffè , i suoi salotti sono i nuovi luoghi di culto di una religione laica e mondana; ed il ferrarese, lui che è un vero e proprio animale da salotto, viene accolto con onore.Boldini diviene ben presto il testimone di quel luccicate mondo opulento, l’attore irrinunciabile dal quale farsi ritrarre sarà considerato un obbligo d’appartenenza. Amico di Proust e di Degas, che non esitò a definirlo “Diable ,diable d’homme”, il Boldini diventa a pieno titolo pittore ufficiale del “bel mondo”.
La consacrazione del pittore emiliano è dovuta in primis al suo gusto squisito. Il tratto dell’artista si fa infatti sempre più raffinato fino a costituire una felice fusione di quelli che sono i sapori propri dell’impressionismo ed un delicato accenno di realismo. È una
pittura “formale” ma sbarazzina, ammiccante a tratti, dalla quale non è difficile scorgere accenni di malizia.
Il Boldini è un pittore moderno, squisitamente decadente; un osservatore acuto quanto schiavo di un mondo dominato dall’apparire.
È nel natio borgo ferrarese che si celebra, con questa mostra, Giovanni Boldini. Un pittore originale ma anche un inguaribile esteta, “L’artista della decadenza estrema” come venne definito.
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